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Muffin salati alla zucca

con pancetta, pepe nero e parmigiano

ingredienti

Per 12 muffins medi
300 g di farina 00
50 g di Parmigiano Reggiano
100 g di pancetta affumicata a cubetti
1/2 cucchiaino di sale fino
1 cucchiaio da tavola raso di pepe nero macinato al mulinello
1 cucchiaio di erba cipollina fresca (o 1 cucchiaino secca)
8 g di lievito in polvere per salati
un pizzico di bicarbonato
150 g di zucca cotta e frullata
125 g di yogurt bianco naturale (non zuccherato)
70 g di burro + una noce per completare
2 uova medie

procedimento

Sistemate i pirottini di carta negli incavi della teglia da muffins oppure ungeteli e infarinateli bene, fondo e bordi. Tagliate la zucca e ponetela su una teglia foderata di carta forno. Cuocete in forno a 160°C per circa mezz'ora. Fatela raffreddare e frullatela oppure schiacciatela con una forchetta. (Nota: per ottenere 150 g di zucca cotta ne occorre circa 200-250 g cruda). Pre-riscaldate il forno a 190°C modalità statica. In una padella rosolate i cubetti di pancetta, fate intiepidire e tenete da parte. Fate sciogliere il burro a bagnomaria e tenete da parte. Grattugiate il Parmigiano Reggiano.
In una ciotola grande setacciate la farina col lievito e il bicarbonato. Aggiungete il Parmigiano grattugiato, i cubetti di pancetta, il sale, il pepe macinato al momento e l'erba cipollina. Mescolate bene, fate la fontana e tenete da parte. In una ciotola media sbattete le uova con lo yogurt, aggiungete il burro fuso e la zucca frullata. Amalgamate bene e versate il composto nella ciotola degli ingredienti secchi. Con un cucchiaio mescolate BREVEMENTE, sempre 10-11 giri di cucchiaio solo per amalgamare gli ingredienti.

Riempite i pirottini per 2/3 o al bordo, infornate, abbassate la temperatura a 180°C e cuocete per circa 20-25 minuti. Controllate sempre la cottura con uno stecchino. Sfornate i muffins e distribuite sulla superficie di ognuno un piccolo pezzettino di burro che si scioglierà subito e la manterrà ancor più morbida. Lasciateli riposare 5 minuti poi toglieteli dalla teglia e fateli raffreddare su una gratella.

Dal Blog di Francesca Carloni

burroezucchero.blogspot.it

Notizie e curiosità

Da “Satira VII” di Ludovico Ariosto
«Fu già una zucca che montò sublime in pochi giorni tanto, che coperse a un pero suo vicin l'ultime cime. Il pero una matina gli occhi aperse, ch'avea dormito un lungo sonno, e visti li nuovi frutti sul capo sederse, le disse: «Che sei tu? come salisti qua su? dove eri dianzi, quando lasso al sonno abandonai questi occhi tristi?».[…]